Beatrice Borghi
La Basilica di Santo Stefano. Un viaggio verso la Terrasanta
Con testi di Rolando Dondarini e Franco Cardini
Fotografie di Luciano Liuzzi
Sul complesso di Santo Stefano si è scritto in ogni secolo e ancora si scriverà.
Fondamenta, muri, iscrizioni, capitelli, trasformazioni, aggiunte architettoniche e ampliamenti sono stati analizzati e interpretati da archeologi, storici, da credenti e non, nel tentativo di fornire nuovi approdi e di dare alcune risposte ai numerosi enigmi irrisolti. Il filo che ci conduce nell’interno di questo scrigno di pietra sembra talvolta lambire realtà e certezze, ma molte incognite permangono e il prezioso tesoro custodito da quelle mura ci appare ancora avvolto da un velo che lascia ampie zone di oscurità.
Un viaggio attraverso il susseguirsi di chiese, cappelle, cripte e chiostri, alla scoperta di richiami alla divinità egizia Iside, al vescovo Petronio, ai primi crociati di ritorno dalla Terrasanta.
Perché a questo monumento venne dato il nome del protomartire Stefano quando all’interno di esso i riferimenti al santo sono molto rari, e perché attualmente nessuna delle chiese che compongono il complesso è a lui dedicata?
Beatrice Borghi è ricercatore e docente di Storia medievale, di Didattica della Storia e di Storia del Mediterraneo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. I suoi interessi e i suoi studi vanno dal tema del pellegrinaggio e delle sue manifestazioni nelle tre grandi religioni monoteiste a quello delle reliquie e dei relativi santuari nell’area euromediterranea, a partire dai modelli gerosolimitani. Nel campo della didattica si occupa di metodi strategie e strumenti per l’insegnamento della storia e dell’educazione al patrimonio. E' socia corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, dell’Associazione Mediae Aetatis Sodalicium, e fa parte del gruppo di ricerca del Centro Italiano per lo studio e l’edizione delle fonti normative (CISEFN).